Novembre 2010

Eri un braccio lungoChilometri. E mai vidi,Di te,Un occhioO una debolezza. La chiomaProfondissimaUn mare nel mare,A sfumare le onde. Anche le più grosse. E ti ho nuotata,Bevuta,Sfidata a divorarmiI piedi,Lasciarmi a sbattere i moncheriniE galleggiarePer tutti gli anni a venire. Ma tuSorridevi,Padrona dell'orizzonte e dell'immensità.Curiosa

Incespichi. Una suola che sbatteE la maglia strappataSul cuore. Chiudi le porteCome se aprissi finestreE tieni un dragoCon gli occhiali rottiIn tasca. Ridi. E mi resta spazioSolo per disegnarti,SfiorartiUn seno. Poi,Voli via.

Arriva la nebbia,Tenera,E non ho mai capito perchéSembra un'amica,Che rallentaE dipinge il mondo,Al di là dei fari.E io che apprezzoScommesse e perplessità,Mi sento a casa,Spengo i fendi, La radio,Le dita,I dentiE la voglia di andare via.

Quando il fumoE il piombo dell'albaProfumano di chiaroCapiamo che la direzione si nascondeNel passo che verrà. Anche l'azzurro,Che ho visto zampettareDietro gli alberi,Alla fine della strada,Non ha ancora fatto colazione.Porta sottobraccio una stampellaDi sonno,E nelle orecchie lo sbuffoE sberleffoDegli autobusE delle