“Ancora vivi” di AAVV**
Stamattina ho cagato nella soia. Mio zio mi aveva chiamato alle sette perché pensava di aver lasciato un rubinetto aperto ed era partito per la Croazia. Io sono andato per, e ho capito che non sarei mai riuscito a tornare a casa per. Ammetto che è stato bello. Da tanto non cagavo in un campo. Potrei dirvi che è stato come ricordare vite precedenti, ma sarebbe ingeneroso collegarmi a questo libro sulla reincarnazione con una storia di merda e campagna.
Comunque, questa cosa del cagare nel campo era da tantissimo che non. Credo dal 2022. Anzi, sono sicuro. Correvo ancora, quella volta. E avevo preso l’abitudine, il giorno di scuola in cui cominciavo alle 9, di fare una mini corsa la mattina, tipo dalle 6 e mezza alle 7 e mezza. Ricordo che di solito arrivavo a pelo al bagno. E un paio di volte rendendomi conto che non sarei arrivato ho cagato in un fosso. Adesso, voi penserete che sto sparando cazzate, ma un po’, questa cosa del cagare, con le vite precedenti c’entra. Viviamo come una funzione definita a tratti. Le ho sempre odiate facendo analisi, ma le ho amate quando mi sono servite per definire un modello sugli incomplete contracts. E per definire la vita, le funzioni definite a tratti sono la migliore approssimazione. Anyway, dicevo che ogni tanto ti succedono cose che hanno a che fare con la funzione precedente, come è capitato a me stamane.
E mentre cagavo e pensavo alle cose che dovevo fare durante la giornata nel mio solito elenco mentale che mi serve per organizzarmi e non perdere la testa, ho pensato che dovevo fare anche due aggiornamenti al sito. Uno era la quasi poesia di due notti fa, forse tre, quando c’era il vento e le foglie secchie ballavano intorno al mio americano. L’altro era questo.
Questo di questo libro. Che non mi è piaciuto granché, tocca dirlo. E infatti non ci voglio perdere nemmeno troppo tempo. E pace se il Valsecchi e il Vampiro si arrabbiano. Fottesega. Tanto credo sia un libro di allenamento, di riscaldamento. Per quell’altro sui Vampiri che invece mi è piaciuto.
Qui il tema è la reincarnazione. “Ancora vivi” parla di quello. E onestamente, benché possa anche apparire un tema interessante, quello del loop della vita, secondo me è un primo intoppo. Se vi propondo di pensare a un racconto horror sulla reincarnazione (elemento abbastanza lontano dalle culture occidentali).
Tra l’altro, il libro ce l’ho da un anno, e i primi racconti li avevo cominciati un anno fa, d’estate. Poi ho deciso di ricominciarlo partendo dal fondo. Ieri faceva troppo caldo e mi sono divanato e prima di addormentarmi sudandoci sopra mi sono accorto che l’avevo finito. Ho letto la storia di mezzo due volte e senza nemmeno accorgermene per un bel pezzo. Lo so, non è sono cose di cui vi frega molto ma era per spiegare perché questo post sarà breve e non mi infratterò dentro i racconti più di tanto.
Dunque: sono 10 racconti. Cifra classica. Horror. E dentro trovate declinazioni di morte e ritorno alla vita.
Non mi è dispiaciuto quello di apertura, di Luca Bettega, che mescola carcere e preti, anche se un po’ scontato il ruolo del prete. Poteva essere buono quello del Simone Corà, ma la moquette, abbiate pazienda, non fa paura. Non lo farà mai. E la storia con la classica analessi del “ho fatto una vigliaccata terribile e adesso…” era deboluccia. Poi il racconto si legge bene, e per fortuna. Mi è piaciuto quello di Andrea Cavallini (che sempre parlando di vite precedenti mi ha riportato a quella in cui era vivo il forum di Scheletri… vite e vite fa). Anche qui c’è la solita analessi del “ho fatto una cosa terribile e adesso…” ma è gestita diversamente e l’ambientazione del vecchio umarell è resa bene. Forse è il mio preferito. Anzi no, è a pari merito con “Gli amici della campagna”, di Samuele Fabrizzi. Una bella storia che con la reincarnazione aveva poco a che fare, ma con gli invasati morbosi e porci, con una spruzzata di patriarcato e malattia mentale, invece sì, ed era una storia col pregio della velocità. Ultima nota di sufficienza a Paola Viezzi (che poi è di Udine, leggo, mai incrociata, eppure siamo 4 gatti a scrivere horror in questo nordest), con una storia urbana e ironica, di borderline e delinquentelli. Not bad.
La chiudo. Arrivata la donna, vado a pranzare col gelato (che poi avrei già pranzato con gli americani ma meglio non dire tutto). Se volete leggere 10 racconti horror sulla reincarnazione li trovate su amazionia, as usual.
(Ah, perdonategli la copertina di pessima AI, ma erano tempi in cui era così. Il contenuto è comunque meglio).