Ottobre 2012

Mi sono preso sulle spalle la notte,Con tutte le sue luneE le spine cadute dall’ombra.Sulle spalle della seraHo poggiato la lama,Le carte,La mano vincenteSenz’unghie, né rughe.Spalle al vento, Ho lasciato i criteri, Le foglie, le vele; E tombe crepate da seppellirci ogni tasca E

Sei comparsa come una luce, Come il profilo di un viso conosciuto, Come la mano Che cerca il bicchiere per cercare la mano, Come l'attesa dell'abbraccio, Come la sete, Come una parola pronunciata male Distratta dal pensiero, Come la collana di sorrisi Che ti vorrei mettere in tasca Per quando

La pioggia si attarda Sui vetri e sui profumi, Il passo, Ciondolante, Appesantito da scarpe Troppo pulite, Cade in superfici di vuoto. Siamo astronauti La gravità intorno Fatta di bicchieri e ghignate, Di silenzi profondissimi, Di un letto, un libro, un sospiro. La bandiera, ci sovviene, L'abbiamo dimenticata: Un'auto Parcheggiata allo stadio  Delle perplessità.