Settembre 2011

Chiedono udienza, chiedono venia, chiedono seteE pendono coscienti, incantate, secche come mummie,La pinna a sfiorare la pietra umidaDella mia cantina.Gli occhi gialli, aperti, tagliati dal volo Delle zanzare.Una squama si lascia accompagnareNella tana,Da una formica coraggiosa. Sirene,Puzzo di spineDi fiabe marcite addosso,Sulla

Cadono i denti, i capelli,I culi e i piselli.Cadono i veli e i bambiniE le inibite tentazioni.Cadono i fiocchi di neve e i gelati,Le braccia, le stelle e i morigerati.Noi stiamo nelle scarpe,Più che stare in piedi e cerchiamoLe cure

Tu e le vanterie,Le volgarità,Le sigarette. Tu e la voce alta,Il più di quello che è,Il qualcosa quando è stato nulla. Tu e le amicizie finte,Le esperienze gonfiate,Le prime persone travolgenti. Tu e questi vuoti:Fuori dai barNei negozi del centro,In auto che parli

Hai cercato di cogliere i fioriDell'ironia con l'inganno.Schiacciavi i tasti, muovevi la testaSu e giù come le tapparelleDi una città abituata a se stessa. E contavi le rondini che ti erano finite in tascaSbriciolate dalla lavatriceE le lucciole,Un fango tiepido che