"Il giorno del giudizio e altri racconti" di Flannery O'Connor****
Ed eccone un'altra!Autrice di racconti che non conoscevo prima di incappare in questo orma solito libro domenicale del Sole 24 Ore. Siamo al numero 15 e siccome oggi siamo al 18 qui eravamo 4 settimane fa.Flannery O'Connor
Karma
Eviti le formiche,Se puoi,E il passo, sulle grateDei parcheggi è sotterraneo:Una palpebra che chiude fuori il prestoE il tardi,Campane incinte a dilagareSui silenzi. Dove abiti?Il tuo numero?Cosa vuoi dimenticare nelle tascheDella tua premura?Quanto cosa non mentire?E se dividessimoPer due uno zeroAvremo
Intèrrogati
IntèrrogatiCerca un valoreUna misuraUn grilletto o il fondoDa carezzare,Da scheggiargli il cuoreE qualche budello.La luce è spentaIn camera tuaMa forseHo sempre sbagliatoA guardare.
Il futuro nostro
Abbiamo le nostre canzoni,Le nostre pizze, I gelati, gli yogurt. Le unghie, abbiamo, Mai lunghe e mai spezzate,Come se le bucce fosseroQuelle dell'uva e delle ciliege. E abbiamo tre o quattroSillabeSempre sulle labbra,Nostro regno e prigione. Siamo i guerrieriDai molti cavalli,Spade che gettano fumoSui sapori,Affilate
"Tre donne (Berenice, Morella, Ligeia)" di E. A. Poe***
Ennesimo libretto di racconti della collezione del Sole 24 ore, e questa volta è un nome illustre. Tanto illustre. Illustre e significativo a tal punto che ho deciso, volutamente, di obbligarmi a essere breve. Breve per mille motivi. (se proprio volete approfondire,
Scrivere pesa
Si scrive per dare pesoPerché un foglio scivoliSvolazziDisegni traiettorie eDirezioni, perché diradiGli spazi per trarne distanze. Si scrive per cercare peso,Strapparlo alla carta, all'elettricità,Alle palpebre tremanti, al timone delleTenebre, al verso del gufo e delPoeta, alla fame, alla demenza,Alla reticenza del
Libri, racconti, numeri, volentierità
Vi scrivo ora, che è oggi, ma voi leggerete adesso, che è domani. Capito? Perché? Perché volevo pubblicare il post con l'immagine che vedete qui a fianco
Attraversata
Lingua tra le gambe, ti ho sbirciato il cuoreA lungo e nella paceStremata del fortunale.I tronchi graffiati da mattoniAvevano sorrisi obliqui.Il fango aveva disegnato mappe e voltiSulle corolle e sulle vele.Più a fondo, allungando il collo,Un palpitare muoveva le pozzanghereSature
Come te
Mani aperte, nasi umidi.Volti volti alla voltaCeleste l'animoE gli occhi in attesaDell'incespicare astraleCome fosse solo lìLa nostra chimera possibile.
"La lettera scarlatta" di Nathaniel Hawthorne**
Lo so, ho comprato un libro in un'edizione che non avrei dovuto. Predico bene e poi razzolo accazzo. Dico così perché traduzione ed edizione - lo sapevo già ma si percepisce anche - non sono delle migliori.Non per niente credo