Timore e battaglia

Timore e battaglia

Stanotte una rosa mi ha strappato i pantaloni.

Un cane conosceva il mio nome,

E il cognome,

E ogni sfumatura di buio

Usata per cancellare la paura.

Il rosso restava il colore delle cose,

E le cose erano il seme della luna.

Io rubavo, regalavo, rubavo ancora.

Tu stendevi la schiena sopra un orizzonte,

O fra le costole dell’imbrunire.

Eravamo interi,

Nel saluto che ci siamo promessi.

Eravamo timore e battaglia,

tra chiarore e fantasia.

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