Tramonti finti

Tramonti finti

Ascolto una canzone di vent’anni fa
Che ho ballato cantato ascoltato
E mi accorgo che le orecchie
Che sembrano più grandi e consumate
In realtà sono le stesse di vent’anni fa
Lo stesso mi accade con lo zucchero filato e le ciliegie
Che assaggio con la lingua di vent’anni fa
E con l’odore di crostoli
E le croste che tolgo dal ginocchio, con le unghie.
Le dita, il naso, gli occhi, la lingua
Marciranno
Ma il tatto, la vista, l’udito, l’olfatto
Quelli no
Invecchiano solo se glielo permettiamo.

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