"Io sono Helen Driscoll" di Richard Matheson***
Confesso di non amare molto le recenti politiche Fanucci e le sue edizioni Tif extra-dark-vintage o che altra diavoleria tireranno fuori, che si fanno strada sugli scaffali delle librerie, figlie del new-lansdalismo fanucciano.
Non potevo evitare, però, di pigliare questo “Io sono Helen Driscoll” di Matheson (1^ ed del ’58) riedito nella collana extra e offerto a 8.50 fino al 15 giugno.
Tanto, mi ero detto, Matheson, dopo aver letto Io sono leggenda, Incubo a seimila metri e, soprattutto, tre millimetri al giorno, è un autore che esplorerò, ed è inutile storcere la bocca riguardo all’edizione che capita sottomano.
Questi fanucci danno sempre l’impressione di essere gonfiati, vuoi per il carattere largo e grosso, vuoi per le il libro stesso, che si legge sempre in pochissimo tempo.
Anche questo, infatti, me lo sono fatto fuori in un paio di pomeriggi di mare, e le sue 237 pagine sono scivolate via che è un piacere.
Anyway, corto o lungo che sia, “Helen Driscoll” è un thriller. Un semplice, incisivo, rilassante e ben gestito thriller.
Non è un libro eccezionale. Non ci sono grandi studi psicologici dei personaggi; non ci sono seconde letture che facciano riflettere più del dovuto. Certo, qualche pensiero sui rapporti tra vicini di casa , o sui poteri psichici della mente, ce lo si fa, ma niente di troppo profondo. E’ però un libro godibile che ha nella facilità e rapidità di lettura il suo pregio migliore, unito alla imprevedibilità che un buon thriller deve avere.
Sbirciando la scheda libro fanuccica si scopre che è catalogato come fantascienza. Mah… insomma, non è che concordo molto. Casomai l’inserto rilevante che dà il via alle vicende è di tipo fantastico, e anche dei più semplici. Tom Wallace si fa ipnotizzare per scherzo dal cognato e finisce per trovarsi con dei “poteri pscichici” che gli permettono di vedere cose stanno accadendo lontano da lì e di entrare nei pensieri delle persone. E una delle cose che vede è, appunto, Helen Driscoll. E’ uno spettro? Non lo è? Cosa vuole da Tom e dalla sua famiglia? Cosa si nasconde in quella casa?
A questo risponde il libro, in modo che è abbastanza facile immaginare.
In mezzo a vicini di casa litigiosi e sfigati, il buon Tom vede mettere in crisi la sua vita da questi flash psichici, da questa conoscenza che vuole ma, all’inizio, non riesce a gestire, così come sua moglie. Naturalmente i flash sono reali e importanti, ed Helen driscoll non vuole certo rovinare la vita a Tom, ma ha capito che con lui può comunicare e farsi aiutare. La vicenda è quindi molto, ma molto classica.
Il grande merito di Matheson, però, è proprio nel riuscire a costruire, con una struttura semplice, una serie di tensioni che sono tutt’altro che leggere. La presenza del possibile spettro in casa e i momenti in cui, pur in situazioni normali e di quotidianità, sia alto il livello di thrilling, sono da annotare tra gli aspetti più riusciti del libro. Matheson ha veramente una scrittura pulita, essenziale, diretta.
Questo è veramente un libro che impegna poco la mente e, nonostante questo, lascia alla fine un buon sapore, e che dura abbastanza.
Si ha quella sensazione di soddisfazione, una volta terminata l’ultima pagina, che ti fa pensare di non essere di fronte a un capolavoro, ma di non aver comunque sprecato tempo. E questo è bene.
Simone
Credo che il meglio Matheson l'abbia dato con 3 millimetri al giorno, mentre gli altri libri fanno parte di una "carriera" senza però brillare particolarmente. Anche io sono leggenda, alla fine, non è che sia scritto in maniera indimenticabile.
Mi chiedo, perché non ho controllato, quale sia l'ordine cronologico dei vari testi. Cioè, 3 mm al dì è uscito prima, dopo o durante altri testi? Me lo chiedo perchè qui se scrivi il suo stesso genere farsi pubblicare e leggere è un'impresa, mentre lui magari è "cresciuto" a mano a mano che scriveva e riceveva feedback e consensi.
Ciao.
Simone
gelostellato
E ci hai ragione, ci hai
infatti ho guardato
tre millimetri è del '56
leggenda del '54
eravamo fuori strada… e pensa che ho visto che tutta la roba recente non l'hanno nemmeno tradotta
Che vergogna, sticazzi!
Noe
Uh sembra un bel libro.
Ma qualunque libro dalle tue recensioni lo sembra…
^_^
Lo metto tra quelli che prima o poi comprerò.
Anonymous
bo so che non centra un cazzo visto che non e la recenzione di un libro ma un corto che participera al cinema zero clostre di pordenone la storia di un carnico sinpatico ma sfigato che e tornato in friuli riciclando e trasformando i cartoni in arte e divertente con beelle riprese di udine by night il sito e su youtube l uomodicartonemp4 di andrea scalone
Anonymous
Gelo, devi leggerti "La casa d'inferno", di Matheson. Raggiunge picchi di disturbo e claustrofobia che ancora ricordo, a distanza di anni.
Helen Driscoll l'ho letto più di recente: trama semplice (scontata quasi) ma atmosfere godibili. Non un capolavoro, ma piacevole insomma.
Domit
gelostellato
okay, sarà il prossimo, appena lo becco e comincia a vuotare quei maledetti scaffali.
Grazie
Questo sì, scontatino, ma godibile, e rilassante.
Nick
Se vuoi leggere qualcosa di veramente valido di Matheson prova a con una delle quattro antologie "ShocK",con molti racconti .Personalmente ritengo che Matheson se la cavasse meglio con i racconti brevi piuttosto che con i romanzi.
Mondadori li ha raccolti in due millemondi alcuni anni fa.
Ciao.
gelostellato
Oh, beh, dai, anche tre millimetri al giorno spacca di brutto
è un romanzo perfetto.
Comunque nei racconti pare anche a me sia davvero bravo
In incubo a seimila metri ve n'erano alcuni di molto buoni.
Danke per i consigli.
marco
Se posso, consiglierei di leggere The Haunting of Hill House di Shirley Jackson PRIMA o AL POSTO DI La casa dell'inferno di Matheson.
Pare che Matheson si sia ispirato a Hill House per fare la sua Hell House – la premessa iniziale è identica,e ci sono somiglianze nei tipi e nelle psicologie di alcuni personaggi.
PER ME, ma direi che è giudizio quasi unanime, Hill House è di molto superiore. Dal confronto Matheson ne esce colle ossa rotte.
Munzic
Che coincidenza ho iniziato proprio in questi giorni "Io sono leggenda".
Non l'avevo ancora letto, mannaggia a me.
Ricordiamoci che sono romanzi degli anni '50! Matheson è un grande, ha ispirato un sacco di scrittori e sceneggiatori successivi. Lo stesso King lo considera uno dei suoi maestri più importanti. E molta della sua scrittura gli deve molto, infatti.
Gli episodi più belli di "Ai confini della realtà" li ha scritti il buon Richard, il primo film di Spielberg, Duel, è una sua sceneggiatura. E continua a scrivere da più di 50 anni!
Io cono cresciuto con i suoi racconti. Alcuni geniali. Un'immaginazione strepitosa, da cui hanno attinto e saccheggiato in tanti.
Un inchino di fronte a uno dei più grandi artigiani del fantastico.
gelostellato
e chi mai si sogno di disconoscerlo 😉
però non è niente di male constatare che la profondità di questo è molto minore degli altri due citati.
mica è un male… anzi. va benissimo così.. ce ne fossero di matheson… ce ne fossero… 🙂
Munzic
No no, d'accordissimo. Infatti io difendevo l'autore, non l'opera.
Ciao Uomo!!! 🙂
lcn2004
meglio non leggerlo al mare di pomeriggio.
aspettate l autunno come ho fatto io
lcn2004
meglio non leggerlo al mare di pomeriggio.
aspettate l autunno come ho fatto io
lcn2004
meglio non leggerlo al mare di pomeriggio.
aspettate l autunno come ho fatto io