"L'occhio strabico del diavolo" di G. Serra e M. Vacca**
Bene! E’ con un po’ di timore che mi accingo a parlavi di questo romanzo. Siccome all’interno si trovano cose buone e meno buone, e io vi parlerò di entrambe, temo che i due agenti segreti, Serrano e Vaquero, vengano a farmi visita e mi riempiano di caca (con una c) tutta la casa, soffocandomi i gatti di scoregge e divorandomi i cani con contorno di verdure e buon Moscato di Bosa a 42 gradi.Spero però che tutto ciò non accada e spendo due parole, o anche quattro, su questo “Occhio strabico del diavolo” che ci osserva minaccioso, anche se un po’ di sbieco.
Dunque… che libro è? Noir? Pulp? Hard boiled? Poliziesco? Thriller? Surreale? Grottesco?
Beh, diciamo un po’ tutto questo. Allora è una figata! direte voi… beh, calma. Ha qualche difettuccio, questo è innegabile, e se non si entra nell’ottica giusta, il lavoro di Giovannino Serra e Mario Vacca (no, non sono gli stessi di prima, ma ci somigliano vero?) potrebbe risultare indigesto.
Facciamo così dunque. Vi elenco le cose che vanno da una parte e quelle che non vanno dall’altra. Così magari se voi che state leggendo siete degli agenti segreti mezzi sardi e mezzi americani, leggete quelle buone, se invece siete delle inguaribili pigneinculo, leggete quelle cattive. In alternativa potete non leggere niente, ma se è così vi perderete il momento di quando parlo degli asini Adolfo e Peppino, i due protagonisti più riusciti del romanzo.
Insomma, ci siamo capiti.
E ora speriamo che Serrano e Vaquero non vengano a riempirmi la casa di merda 😀
Serra Giovannino – Vacca Mario
Matteo Poropat
A parte che quel rosso e verde scuro mi han portato via qualche diottria nel tentativo di leggere sta recensione… occhio che il link al sito dell'autore manca di "http" all'inizio e quindi non funge!
gelostellato
azzum
hai raggione
cambio colore e cambio linquo 🙂