Giugno 2009

Dovreste credere a noiChe cerchiamo di fareDelle parole un luogoMiglioreE più lontanoDelle loro lettereA noi che abbiamo sempre voceMa mai la stessaChe diciamoLe cose di ognunoPerché siano di tuttiE quelle di tuttiPerché non le capisca nessunoDovreste credere a noi allora?MessaggeriDi

Ancje s'ai imparâtA stâ di bessôlE in companieA sierâ il cjâfIntune scjatuleIntant che ator a sbrurtin lis peraulisE i clostrisE lis paveisChe àn dismenteât i burlaçsTes galetisAncje s'ai imparât dutChistE a cueiLis bestiis che mi corin daûrCence che la cjarE

Anche se ho imparatoA star soloE in compagniaA tenere la testa chiusaIn una scatolaMentre intorno sfrecciano le paroleE i fermagliE le farfalleChe hanno dimenticato nel bozzoGli uraganiAnche se ho imparato tuttoQuestoE a cucinareLe belve sulle mie tracceSenza marinare la carneHo

Le voci portano e portanoViaMisteriE perfezioneI bambiniSoprattuttoCome quello che davantiAl mareHa chiestoIndicandoMa chi è che spinge l'acqua verso di qua?E che risposta dareO darei?Nessuno?Dio?Il vento?I granchi?Le navi?O i bambini che fanno il bagnoDall'altra parte?Oppure tutti costoroA turno o litigio?Alla fine

Ho attaccato i panniUno a unoLi ho incollati ai loro angoliPiegati e ripiegatiSenza pietàLi ho resi carcasse sfilacciateLetti comodi per pulci e larveHo cacciato le vitiSbattute fuori a ceffoniCalci nelle costole da far tremareI dentiRotolanti e sghembeLe ho colpite ancoraDi

E' chiaroSiamo entrati in quella stanzaDove sprimacciamo le mattineE strizziamo i pomeriggiCome un succo di fruttaCanditaSiamo entrati scalziDisarmatiE sorridentiApriamo tutte le finestreMa non vorremmo uscire mai