Sognare Illusione

Un sogno
È sonno marcito
Di noia,
Di ovvietà,
Di sciatteria…
Per uno è malattia
Per uno è commedia
Per uno è un dito
Che scrive un nome sul ventre
Solcando il seme,
Mentre allontana il capo dal buio:
Girasole che non lo teme.
Cercare le onde
Solo nelle chiome,
Inciampare i passi
Nel sentiero
Che porta il polpastrello
Dal rosa al marrone;
Fare del mare un bottone,
E e in un chiaroscuro leggero
Infilare l’asola della marea,
Fra le stelle di maggio,
Fra il respiro e l’apnea.
E in alto un volto
Si muove e pallido annusa
I comignoli furtivo
E giudica le tegole,
I letti sfatti,
Il canto dei grilli
I baci non dati tra i sedili caldi;
E si oscura;
Un volto che di tutte
Le smorfie non sceglie alcuna
Il volto morto della luna.
Tu guardi le rondini
Scrivere canzoni
Sul pentagramma
Dei fili della luce:
Pause
Semitòne
Ombre sull’asfalto
Suonate dallo scirocco
Tra chioma e chioma.
Musica senza canti,
Labbra senza voce,
E al centro
L’eco di un silenzio
Incontrato di persona.
E se potessimo
Raccogliere il mondo
Come si fa con l’orchidea
Ne avremmo pieni i vasi
I bicchieri
Gli sguardi di quando il cuore
Si concede alla leggerezza dell’apnea.
Ne avremmo da sprecare
Masticare e poi gettare
Ne avremmo quanti
I desideri degli eroi,
Tutti loro, che son quello
Che non siam noi.
Così io leggo sul tuo naso
A voce alta la poesia
Scritta da una IPA:
Per apostrofi le ciglia
Le iridi punti esclamativi,
Per parentesi le labbra
E dentro chiuse
Assonanze e rime,
Delle prime s’è persa briglia
Dalle altre non se n’esce vivi.
E poi in due contiamo i giorni
Che esistono solo nelle sere:
Uno per ogni scaglia
Del drago ammaliatore;
Uno è un colore
Uno è un segno
Uno morde i chiavistelli
Un altro li consuma di carezze.
E senza più alcun dissapore
Buttiam le briciole ai merli
E ai beccafichi
Di tutti i nostri castelli.