Ricicli
I sacchi gonfi, riempiti dalla nostra sete, aspettano ritti, impettiti sulle porte, la mano possente che porti loro redenzione e resurrezione; mostrano la lingua all'aurora, il culo al giorno che verrà.
Il gelsomino
Il gelsomino Vuole entrare in casa Senza bussare
La foglia morta
La foglia morta risorge: vola bassa la cornacchia
Passano le tortore
C'è stato il temporale e mi ha svegliato presto. Ora è finito ed è rimasto solo grigio e azzurro, Nient'altro, Nemmeno i piatti da lavare. Bevo il caffè in felpa e infradito In una tazza che è l'unica Cosa che ride. Passano Everybody hurts, Passano le tortore. Nella piazza,
Mi avvicino
Mi avvicino Ogni granello un viso La sabbia ride
Crolla la notte
Crolla la notte. Dal mare, all'insù, schizzano Fredde, le stelle.
"L'autunno dell'anno prima" di Alessandra Zenarola****
Succede questo. Ieri sono andato al mare.Ho scritto quattro haiku che mi piacciono e ho letto.Al mare, poi, ha anche piovuto, ma io ero già andato via.Avevo anche finito, prima di andare, questo libro, "L'autunno dell'anno prima" di Alessandra Zenarola.
Passa un’auto
Passa un'auto: S'agitano per nulla, Sciocchi papaveri **** Une machine: si spaurissin par dibant çus di papavars
Occhi sulla strada
Li vedi di notte, grossi e lenti, ma non goffi, e li senti da lontano, loro che da lontano vengono, e lontano vanno. E non prestano attenzione, alle nostre auto e ai nostri piedi sottili, perché non la richiederebbero indietro
Voi su la strade
Tu ju viodis di gnot, bocon e lents, ma no salmuedris, e tu ju sintis di lontan, lôr che di lontan a vegnin, e lontan a van. E no àn rivuarts, pes nestris machinis e i nestris pîts picinins, parcè che tant no