Maggio 2012

Siamo asfalto. Scaglie di sole nella pece, Macchie d'acqua Inerpicate sui jeans. Regine di quadri - semi che mai sappiamo disegnare -  Di un'epoca dai tendini recisi, Al futuro. Sazi di giovinezza Apparente, Di elasticità,, D'affetto venduto a poco E ancora bravi - certo - A estrarre dal mare pescoso Delle malinconie, Ceste di

Con la punta delle dita. Ho disegnato riverberi - libellula o tramonto -  Nel calice rovesciato Del tuo piacere Spalancato. Il fiume viscoso dei languori Si è preso gioco di noi, Lasciandoci vincere E dal ventre caldo degli umori, Si levano in volo Un graffio, Un morso, Una manciata di profumi, A cucire l'aria

Come reti. Avete le viscere spremute Nei bicchieri, Il pan demonio Di cui vi cibate E' fatto di formiche e assenzio, L'esca impigliata è una bugia Che non avete saputo raccontare O che avete raccontato troppo.  Come sete. Meraviglia e melanconia Si fermano sempre alle labbra, I nodi si aggrappano alle gole, dita