Aprile 2012

Oh, sì, Ti brucerò il cuore, il fegato, i polmoni, Gli anelli portati Alle dita, incandescente Sfrigolerà la carne sui chiodi Ai piedi per farti correre via                                  [con me. E brucerai la pelle: Sangue secco, arrugginito, Sulla mano di colore                                  [data Grigio e muto, che mai  Carezza è stata,                                 

La mattina ha il broncio: Pelle grigia e in mano Una coppa di cristallo Traboccante nuvolaglia e sogni Umidi. Al castello, l'ha rubata, Di un Re altero e bello, Fatto di cenere e sputo e foglie secche, Ma gonfiato di millanterie. Per un sol bacio, L'ha aiutata Il costruttore d'ombre E di

O ai gjavât il post cul cartel pe partide di vuê. Morosini no lu cognossevi, come zuiadôr, ma o leievi simpri il so non, inmò cuant che al zuiave inte primevere e no savevi nancje che al jere lât a livorno.

Svegli, In uno o nell'altro, Angolo di letto, A dire che non fa differenza, Che non è una moneta Uscita dalle nostre tasche. I vestiti vuoti Si aggrappano ostinati Alla sedia: Vicino, Un bicchiere sporco e fogli Di creta bianca,  Impolverati. Li sfioriamo Per prendere il cellulare, Gli occhiali, Un libro con sempre meno pagine Bianche, Che non