“La bella e la bestia e altri racconti” di Vincenzo Cerami****
Il commissario deve sapere che in quel circondario i mercati sono due, quasi attaccati (erano una volta caserme militari italiane, e a quanto pare i nomi delle vie circostanziali fanno riferimento a soldati del passato che si sono fatti onore per la nostra bella Italia: via Principe Amedeo, via Filippo Turati, via Lamarmora, eccetera). Il primo mercato ha due piani, sotto c’è il reparto abbigliamento, un lungo e largo corridoio che fa tutto il giro; sopra c’è l’università che riguarda i problemi del parlare tra gli uomini che non si capiscono e cioè “Scienza delle Comunicazioni” e “Lingue orientali”. Scorrendo tutto intorno il pianterreno, l’indagato Ciglioli Rosario non si è neanche fermato. È quindi deducibile che non era interessato a vestiari e scarpe o borse d’ogni sorta, anche se vendevano a 5 euro borse special price. Lui invece è passato al mercato successivo, pieno di banchi con mangiatoie d’ogni genere alimentare, frutti, radici, spezie, legumi, e alcuni banchi spettacolari di pesce ancora fluttuante, specialmente gamberi e granchi grossi che respiravano. L’uomo che il signor commissario mi ha ordinato di seguitare si fermava in molti banchi senza comprare niente. Io gli fissavo le mani per vedere se per caso, criminalmente, non avesse di nascosto intascato qualcosa, che so, una radice di ginger o una patata cassava yuca che costa 1,50 euro o il formaggio danubiano Telemea. Avevo escluso dal possibile furto i plantains, che sono troppo grandi per una tasca.
Ora Omfalo, dopo l’abbraccio improvviso e del tutto inaspettato di Enrichetta, si era perso. Non scorgeva né guado né via d’uscita, e come fa il verme avvolto nei suoi stami colorati, tesseva intorno a sé un labirinto. Della giovane signora vedeva appena la camicia biancicante, forse per tema di affrontarne lo sguardo. Aveva mandato giù succo di loto e d’un colpo gli era sparita la vita, l’angoscia di sbandamenti e fughe che non l’aveva mai lasciato un solo istante dal giorno in cui la madre, guardandolo nella culla, s’era portata le mani alla faccia ed era esplosa in un pianto durato quasi un anno.
Gli orizzonti intorno a lui s’erano accesi con uno schianto. Sentiva che da adesso in poi l’avrebbe accompagnato una scorta benigna e saggia, il pensiero stemperato dai rancori che è necessario a una visione più veritiera del mondo. La bellezza ingabbiata nel corpo di Enrichetta era pari alla sua fame di felicità. Dunque la signora aveva scoperto in lui una qualche virtù. E lui di questa virtù voleva fregiarsi, anche per non offendere i sentimenti di lei. Erano in errore tutti i cittadini della Terra, incapaci di scovare dietro le maschere il vero volto degli uomini.
Quei ragionamenti obiettivi e sereni, di pari passo con la stima di ferro che nutriva per Enrichetta, lo avevano convinto di essere bello anche lui, nonostante le apparenze. Si disse: «Sono brutte persone quelle che non sanno vedermi diversamente, come fa la mia dolce Enrichetta. Allora posso muovermi tra queste con spavalderia. Non importa se costoro provano disgusto nel vedermi. Sarò un brutto che cammina in mezzo a brutti. Dovrò farci l’occhio, come alle tombe in cimitero. Io e loro saremo uguali, e quindi non avrò più motivo di scappare!».
Ecco. Basta così.
E’ stata davvero una bella lettura, questo racconto di Cerami.
Se vi capita magari leggetelo, può piacervi anche se magari da queste righe pensate che è una scrittura un po’ pomposa e ricercata. Palle. E’ scorrevole e succedono cose, quindi anche voi che avete il terrore dei pallosismi narrativi rimarrete soddisfatti. C’è pure una vena noir, voglio dire. 🙂
E’ tutto. Che altro volete sapere?
Ho letto il primo racconto di Stoker di oggi, e non era bello, anche se i titoli dei tre racconti mi hanno persino ispirato un pensiero di gelo.
Dal 23 c’è il mese dei libri, e trovate il banner e il link qui a destra e la prossima settimana, per la collana, troverete Karen Blixen.
Buona settimana, carissimi!

Anonymous
Personalmente ho storto un po' il naso quando ho visto Cerami fra gli autori domenicali del Sole, memore della repulsione totale che suscitò in me la lettura di "Amorosa presenza" ai tempi del liceo… chissà che non sia arrivato il momento di tentare un nuovo incontro con Vincenzo… in effetti la tua recensione è davvero invitante… vedremo!
Ciao! 🙂
L'anonima maiuscola
gelo stellato
be'… a voler essere maligni, il meno vincente dei tre è anche l'unico che era completamente autonomo, senza riferimenti a opere esistenti, quindi sulla produzione originale ceramica non è che mi sento di mettere la mano sul fuoro perché non ho mai letto niente.
Comunque questi erano belli, sì. Omfalo, alla fine, è proprio un bel personaggio. 🙂
Valentina Matzuzzi
ciao gelostellato,
ho ricevuto il premio dardos e ho voluto inserirti nei miei premiati per il tuo blog interessante davvero!!!
http://unlibrosempreinborsa.blogspot.it/2012/04/premio-dardos.html
vale
gelo stellato
ma… ma… sono commosso! 😀
sono orgoglione di questo riconoscimento, anche perché nemmeno ci conosciamo e non posso pensare di averti corrotto nel sonno o altre amenità!
Ma grazie!
😀
ps so che adesso dovrei fare qualcosa, vedrò di informarmi su cosa 🙂