I tuoi fiori, i miei fiori
Nel tuo mazzo,
Le rose del diavolo
Si avvinghiano alle viole
Del pensiero:
Una melodia angusta,
Discronica,
Di un veleno dolce e corposo,
Che ha spalmata sul cuore tutto,
Con una lama affilatissima.
E ancora crochi e mughetti,
Odorosi e sprezzanti
Come un guerriero disarmato,
Ti hanno circondato per parlarti
Di me,
Farti piangere,
Scoprire,
Darti in pasto a una meraviglia,
Che non è mai una
E non smette mai
Di masticare.

Anonimo
Bel titolo… mi ha subito fatto pensare a Dino Campana.
…perchè io non potevo dimenticare le rose
le cercavamo insieme
abbiamo trovato delle rose
erano le sue rose erano le mie rose…
L'Anonima maiuscola
gelostellato
ah… che bello
grazie
🙂