Gennaio 2012

So molte cose, Le tengo per me. So del sapore degli occhi Quando non sono dolci; So ciò han sentito le orecchie Dei tuoi libri migliori; E cosa non dice La lingua che non parli. So molte cose, Anche alcune che non so. So dell'ombra nell'ombra, Del cuore nella gola, Delle mani

Se ti porti via il mare,  Hai le tasche di sabbia; Se lo fai chiacchierare, Non ti ascolterà; Se me lo lasci domare,  Te lo restituirò scalzo e pettinato. E se ti ricordi di me Per un giorno, Ho tra le mani Le redini di un drago, Ma se fosse

E tutta questa pioggia, Che ha fame di terra e di luna e di fanali, Che mastica le nostre imprecazioni E ci restituisce giornate di merda, Che abbelliamo con ombrelli e coperte. Questa pioggia che piega i cartelli stradali, L'erba degli argini, La voce delle eco. Non è

E' perché abbiamo questo bisogno di mettere un punto Nelle nostre frasi lunghe un anno, Ma ci scordiamo di iniziare con la maiuscola E non c'è gomma che funzioni O non funzioni del tutto. O perché mal tolleriamo i botti, Ma gli artifizi - se brillano -  Prima

E quali propositi, Se non smettere di acquistare Più libri di quanti Se ne legga; Mordersi la lingua Prima di morderla agli altri; Differenziare il tempo che gettiamo Come facciamo coi rifiuti; Rifiutarsi di raccogliere Dove non abbiamo seminato. Ma più di tutto, Di tutto questo, Ricordarsi che il meglio è