FUN COOL! – 5^ edizioneL’ultimo premio
Quale miglior occasione del periodo in cui il Fun Cool! impazza, per consegnare l’ultimo premio dell’edizione numero 5. Ci è voluto un po’ di tempo, certo, ma alla fine i tre sfigati valorosi che hanno vinto come premio, l’essere protagonisti della tridiozia – un racconto idiota, insomma – avranno ciò che si meritano.
Vi ricordo che i tre simpaticoni erano questi individui:
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| FABRIZIO “FAB” VERCELLI |
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| GIGI “IDRASCANIAN” MUSOLINO |
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| GLORIA “PASQUINARIA” GERECHT |
E ora ecco a voi:
Gigidrasca uscì dalla locanda correndo e riparandosi la testa con le mani. Dietro di lui vetri infranti e una sedia volante, a sfiorargli la testa e fracassarsi al suo cospetto. Per scartare di lato inciampò nella propria barba e finì ruzzolando vicino ai cavalli, proprio all’ombra dei loro culi.
«Oh, merda!» bofonchiò a denti stretti, accortosi d’essere finito in una pozzanghera di sterco.
Pochi istanti e la porta sbattè di nuovo. Ne uscì barcollando un’altra figura, alta il doppio del nano e larga il triplo.
«Muoviti, cialtrone! Scappiamo!» gridò l’altro, dal suo trono di cacca.
Il Mago Fab, sobrio quanto un elfo in giacca bianca con un pavone per cravatta, non ubbidì e si voltò, gridando tra i singhiozzi: «Non ve lo pago quell’idropere! Non valeva uno sputo di basilico!»
«Basilisco, coglione! Si dice basilisco!» disse la voce dell’oste dall’interno «E se non lo paghi prenditi l’intera botte!»
Gigidrasca vide il recipiente volare in aria – indirizzato ai denti del Mago Fab – e chiuse gli occhi, aspettando il botto.
Non arrivò.
L’omino barbuto sbirciò tra le ciglia rossicce, timoroso, e vide che il mago, per una volta, aveva azzeccato l’incantesimo: la botte era sospesa a mezz’aria, a un palmo dal suo naso, trattenuta dalla mano aperta.
D’istinto applaudì e Fab, con un sorrisino ebete, ansioso di sfoggiare una delle usanze apprese dai suoi viaggi nel futuro, atteggiò la mano in un ‘OK’, sciogliendo l’incantesimo e lasciandosi cadere l’oggetto sull’alluce.
Il suo ululato riempì l’intera valle.
«E comunque era idromele, coglione!» chiosò la voce di prima, con tono soddisfatto.
L’Oracola sedeva sul suo scranno dondolando e muovendo i lunghi capelli bianchi, calati sugli occhi come una tenda di ragnatele.
Ogni tanto ripescava un catarro dalle profondità delle viscere e lo sputava – attraverso un foro dovuto alla mancanza di incisivi – senza mirare a nulla di particolare. Scemente, il suo aiutante calvo, zoppo, muto, sordo e con i piedi puzzolenti, era costretto a repentini spostamenti, per evitare i viscosi proiettili, e più di qualche volta, alle sue magagne, si aggiungeva la cecità temporanea.
«Ragazzo ragazzo», cantilenò l’Oracola, facendo seguire alle parole uno sputo ad altezza uomo, «chi è il prossimo ospite del nostro palazzo?»
Non avevano nessun palazzo, in realtà, ma alla vecchiarda piaceva fare le rime, senza contare troppo sulla sostanza di ciò che diceva.
Scemente, che non era muto, ma preferiva tenere la bocca chiusa per evitare ghiottonerie indesiderate, si accucciò, scansando per miracolo un altro sputo, e rispose con un ‘mmm’, piuttosto vigoroso.
«Oh, mio caro Scemente, perché non rispondi alla divina veggente?»
L’altro guardò l’Oracola di sottecchi: dicevano avesse oltre mille anni, ma a lui parevano molti di meno, ma portati malissimo. In ogni caso, aveva trovato un lavoro facile e ben pagato: doveva solo fare l’interprete della vegliarda, leggendo i suo movimenti ai clienti. Quando si inclinava in avanti, avrebbero vinto la guerra, a sinistra, l’avrebbero perduta, a destra pareggiata.
Indietro non si era mai inclinata, fino ad allora, ma se fosse accaduto scemente si sarebbe inventato qualcosa.
Era meglio assecondarla, pensò, e decise di risponderle.
Gigidrasca, ormai color del ciocciolato, si rialzò e saltò in groppa a Petoselvaggio, il suo mulo da corsa, spronandolo alla fuga.
Il mago Fab, ancora ululante, zoppicava verso Fagìa, la sua povera cavalla, che sempre meno sopportava il fardello indesiderato. Dalla locanda, intanto, avanzava l’oste, furibondo, menando una verga minacciosa.
«Ehi, tu! Non dovresti usare espressioni così equivoche!» disse il nano barbuto rivolto a chi stava dall’altra parte del monitor, «Su questo blog potrebbero esserci dei minori».
«Ma non rompere il cazzo e prosegui verso l’Oracola, che il lettore si sta stufando!» gli rispose l’autore del racconto, zoomando la sua immagine jpg e picchiettandogli un occhio con il mouse.
Fu il mago Fab a interrompere quel dialogo. «Auliule Tulilem blem blum!» disse, deciso a usare la magia per saltare in groppa al suo cavallo. A quanto pare funzionò.
L’ippopotamica stazza del Mago fu scagliata in aria e poi proiettata sulla povera bestia a una velocità pazzesca.
Gigidrasca, per la seconda volta, chiuse gli occhi. Quando li riaprì, Fab era seduto in una pozzanghera di interiora e, troppo ciucco per rendersi conto di ciò che aveva combinato, continuava a ripetere la formula magica per far volare la sua cavalla: «Aerofagìa portamivia! Aerofagìa portamivia…»
L’oste, intanto, imprecava, con una costola equina ficcata in un occhio e i denti schiantati da una zoccolata.
«I prossimi sono un nano barbuto da Idrasca e un mago panciuto da Vercelli», disse Scemente, «ma sono in ritardo di parecchie ore… Ormai non verranno, temo».
«Sciocco di uno sciocco, il tuo giudizio è farlocco», rispose l’Oracola, piegandosi verso sinistra, «Vai a prendermi delle cibarie e non darti troppe arie».
Scemente si allontanò veloce, andando nella stamberga lì vicino per riempire una scodella di verze e fagioli. Era ben vero, dovette ammettere tra sé e sé, che ogni tanto l’Oracola aveva delle intuizioni mica da ridere.
Nonostante lui inventasse di sana pianta l’interpretazione del suo piegarsi, qualche minima dote da veggente doveva averla. Come niente, al suo ritorno, poteva dirgli che i due beoti sarebbero arrivati in cima alla loro collina di lì a poco. E mentre Scemente si perdeva in questi pensieri, l’Oracola, dalla tunica, aveva già tirato fuori un cannocchiale, scrutando la vallata.
Gigidrasca e Mago Fab, intimoriti, stavano in piedi davanti all’Oracola.
«Cosa mi avete portato in dono, per ricevere un vaticinio buono?»
Fab, ripresosi vagamente dalla sbornia, porse il palmo della mano, sul quale teneva una grossa manciata di pasticche color senape.
«Un dono che viene dal futuro, o divina Oracola. Un bene che ti darà la Gloria con la G maiuscola!»
L’altra, impaziente, gli prese di mano le pasticche e le ingoiò, una a una, masticandole come caramelle. Poi si predispose a fornire la profezia, ovvero ad aspettare una buona espirazione, piegandosi nella direzione richiesta dalla flatulenza. Ci avrebbe pensato Scemente a interpretare…
«Che cosa gli hai dato» chiese sottovoce Gigidrasca, incuriosito.
«Non lo so, le ho trovate nel futuro…» sussurrò sorridendo il Mago Fab, mostrandogli una scatola rossa con la scritta “FALQUI” bene in vista.


gigi
Ma grazie! Una curiosità: come hai fatto a sapere che soffro di aerofagia?
gloria
gigi
Ma grazie! Una curiosità: come hai fatto a sapere che soffro di aerofagia?
gloria
Fab
eheheheh.
Mi sarei visto più come un barbaro gnucco e molto fuori forma, piuttosto che un mago(nghi) ubriacone, ma l'importante è dividere il post con Gigidrasca e Gloria.
E Scemente, il vero protagonista 🙂
Grazie del premio. Ho riso senza pause e ora sono blu XD
P.S. hai scritto ragantela
Luigi Musolino
Quando ho letto la descrizione di Mago Scemente ho riso un quarto d'ora. E' il più bel premio che abbia mai ricevuto! 😀 Grazie!
gelostellato
bene, avete commentato simpaticamente tutti e tre per salvare la faccia, ma tanto lo so che state già progettando di uccidermi…. 🙂
ma io fuggirò lontano in un baleno: "Aerofagia! portami via!"
:)))
@Gloria
Ho tirato a indovinare, pensavo ne soffriste tutti e tre! 🙂
@Fab
il mago pancione non ti piace?
Secondo me con baffettini dalìani gli somiglieresti un po'
ahahahaha
@Gigidrasca
Ti confesso che ho riso anchio, mentre la scrivevo…
ma che ci vuoi fare, è come sparare sulla croce rossa… già morta, però 😀
Piscu
spero che nel fun cool in corso tocchi a me questo premio!
gelostellato
A faccia da culo tu come sei messo?
aerofagia?
altri difetti?
Sai, ci vogliono delle referenze…
Vampiro
Scemente ahahahha
giuro che ho riso fino alle lacrime, stronzone :°°°°D
gelostellato
Beh, se fa ridere, allora è un bel premio. Meriterei 50 partecipanti in più solo per questo 😀
Che poi… siamo qui tutti a ridere, e scemente ancora non sa nulla, mi sa. 😀
Simone Corà
Ehi, spiegatemi chi è questo scemente che schiva gli sputi! 😀
gian_74
Bhua ahahahahah Haahahahahaahahah Hahahahahahaahahahah ha ahhahahahahahahahah ah aahahaha aha hahahahahahah ah a aah ahahahahaha ah!
Non riesco a smettere di ridere… Ahahahaha ha ahhah! Auliule Tulilem blem blum!
PUFF!
Anonymous
Gelo, non sarà che il schivasputi è “Chi segue anche solo da lontano la letteratura contemporanea… “? In questo caso gli segnalo che all’ Auditorium Parco Della Musica – Roma – nell’ambito della Rassegna “Vi racconto un romanzo” – lunedì 11 aprile 2011, alle h 21 il prof. FRANZ HAAS introdurrà la lettura di L’Uomo senza Qualità di Robert Musil.
http://insonnoeinveglia.splinder.com/post/24402332
Mandi
giudappeso
Senza azionale, cagunzio! LOL
Io mi spero di vincerlo a questo giro, perché è il premio più fiqo e ambito del Fun Cool, anche se ho scritto un robo di una banalità sconcertante e l’ho postato prima di capire che stavo fando una bojata. Vabbè, magari anche quest’anno mi puoi insultare un po’ – che c’ho preso gusto – ma non dirlo in giro, che se lo sanno– ah, siamo su un blog pubblico. E mi stanno leggendo. E vabbè, tu non ti curar di lor ma guarda e passa e dimmi le sporcherie.
gelostellato
@vedo che questo raccontaccio pieno di refusi è piaciuto…
cavolo.
e io a cercare di fare lo scrittore serio e non mi caga mai nessuno
scrivo una roba in una sera ispirata ai peti
e il successo mi arride….
mah… 😀
gian_74
Rutti e peti sono sempre un successone in italia.
Siamo tutti figli del Drive In! 😉
Vale
Come ti capisco! Io una volta ho inviato un romanzo che non doveva far ridere per niente e mi hanno risposto che le parti migliori erano quelle divertenti… Va be', pacchetta sulla spalla e buttiamola sul ridere! Comunque il racconto fa piegare!
Munzic
NO no, il racconto non regge per niente.
Se Scemente è sordo come fa a capire le rime dell'Oracola?!
Risolvi questo gravissimo errore di struttura, approfondisci il personaggio, e poi invialo al Campiello! 🙂