Le uova fatali di M. A. Bulgakov***
Dai su.Non venite a dirmi che i libri a 1000 L. non erano qualcosa di fantastico.Avevano solo un piccolo difetto, almeno per me. Li compravo a raffica, con la scusa di questi pene-detti 1000lire, e poi andava a finire che
Umidità
CertoC'è troppa umiditàTroppo calcoloTroppa premuraLe parole non fanno che correreAl riparo da un'ombra all'altraDelle siepi e dei paliDella luceLe strisceDella linea di mezzeriaSporche di terra e rane schiacciateSi svegliano e cambiano posizioneSi arrotolanoImitano un senoL'ellisseLe bisceE tuttoPer inchiodare i pensieri
Terrore! di AAVV***
Oggi mi va di spezzare una lancia in favore delle tanto denigrate (e a ragione) antologie di racconti stravecchi della Newton Compton.Noi lettori fighetti ormai siamo abituati al bello, questo è un fatto.Quando vediamo queste antologie, con le pagine pressate
Sbadataggini
Era venerdìGiorno di primavere e fruscio di guanceE quel giorno soprattuttoLi vedevo guaireE agitarsiVedevo i corpi appesiAlle sigaretteNon del tutto fuoriDel proprio bicchiereSi massaggiavanoLe spalleAlcuniA suo di ghigniAltri sedutiSul proprio sorrisoAd ascoltarliE mentre le primavereErano tuttePiante con germogli dimenticatiLe guanceZittivano
Il cjant
– Moveisiii! – e vuicave il cjâf di Fiona, poiât sul comodin. Chel altri toc di jê, cence vistîts e vergogne, al pocave ta la mobilie e su pai mûrs da la cjamare, spandint cun dispiet pissin e mierde tor pal
Non ridere
Non ridereNon è bello guardare le ombreE scorgere le facceI ghigniLe boccacceNon ridere perché un sorriso neroTaglia i mari più delle ondeE come una zanzara lontanaDalla rivaL'ombra l'haMa non la vede.
Il mare via le onde
E soffiava, soffiava il mare via le ondeQuasi con gioiaCon la determinazione di un bimbo che le vuole saltare tutteE più sono grandiE più rideMentre la schiuma discute stremata con i suoi capelliChe non ne vogliono sapere di fermare i
Sputavi sangue
Ti ho vistoSei arrivato di corsa e sputavi sangueE negli occhi mi si sono rincorsi gli uraganiMostri mariniFatti di sale e persiane rotteCuori di zucchero ammuffitiCol sudore appallottolato fra le pieghe delle veneLa rabbiaEra un desiderio di puliziaDi pioggia che
Doccia
Ho sentito i pensieriDi teScivolare nello scaricoDella docciaGorgogliareIn discesa verso il liquameLe carcasseDei topiDegli orgasmiDel pranzi e delle ceneSi mescolavano furiosiIngrigivanoE poi selvaggiOra spruzzo, ora ingannoSuA risalire i tubiIncanalarsi come sogni in una venaPer tutta la notteA fioccare e stridereViscere
Tombe di ghiaccio
Tombe di ghiaccioFioriscono crepacciSu ogni scoglio