Poesie col fuoco dentro

A te che sai Diventare Un segno verticale Eterno Anfratto, gola, Abisso voluttuoso, A testa bassa, me, Stretto nella morsa Trattenuto Affondato Morso e bacio Liberato. A tentare la pioggia Di te che piovi E gratti via dalla nuca Mia Spinte e fremiti e note e versi e convulsioni E una voglia Sulla pelle dell'abbandono A forma di corpo Abbandonato Regna.

Vieni qua Adagio, nel solco del polpastrello Per il solco del polpastrello E pensa alle acque profonde e ai loro tuffi Dentro la pelle umida, Al loro asciugarsi senza sole Che lascia intorno la sera Ancora sporca di mucose e sudore. Viene, qua, senza trattenerti Ché gli arcipelaghi scontrosi Del

Fermati Raccontami la tua bugia Io ti racconterò La mia Cercami con la guancia il petto Sarà solo uno mentre saremo due Bicchieri Sarò l'abbraccio profondo senza rete Mentre senza rete Catturiamo a mani nude una poesia E una lingua parlerà strisciando Sulla mia Perché chi cammina sul bordo lo consuma E sul

Stenditi Sprofonda e ascolta Dal buio E dal silenzio Ciò che ti mostro Muto e cieco Da pelle a pelle Sul buio e sul silenzio: C'è un vento Che attraversa In apnea Un mare; C'è un abito Scortese che tarda A spogliare; C'è un respiro Chino Sulla lingua; Una tenerezza scontrosa Che scacciamo A malapena; C'è una mescolanza Di fomento E geometria, Un gemito