Poesie col fuoco dentro

Siamo di quelli Che mai si perdono eppure Sempre si ritrovano E siedono sullo stesso sasso Ma da fiumi diversi osservano Il solletico delle correnti sulle sponde, Bordi del tempo; I gorghi delle abitudini, L'ombra dei nembi tremare sulla ghiaia Dei fondali. Abbiamo un solo abbraccio Ci rende invisibili; Danza Aggraziata di passi

Di tutte le strade, tu Hai scelto questa. Il tacco secco, sul marciapiede gelato, Un colpo di tosse L'attesa di un campanello Che non è suonato. Era bello scegliere la cena, Porgere un fiore al piatto, O al tovagliolo. Inventare un dono Farne sorpresa, abbraccio, rifugio, anfratto. Dare un senso altissimo

Vieni qui,  A seppellire l'ombelico  Nell'ombelico. Vieni a raccogliere le lune E spezzarle, farne semicerchio Sulla schiena. Chinati. Schiaccia la guancia contro l'infinito Sussurragli di beltà e fraintendimenti Schiudi il morso all'impeto Lanciati al galoppo Piega Spalanca Scuoti Prendiamo in mano Questi mari privati delle rive Siano limpidi nidi di gorghi E frattali di conchiglie A confinare  Ciò che

È stato incidendo A piccoli morsi la pergamena Tremante delle labbra. Ho disegnato il volto Coperto dalle mani a coppa Di un desiderio:  Gambe e braccia e ali e coda  E il dettaglio della barba a sprazzi Incanutita e crespa. Con un polpastrello,  Interruttore che non interrompe  Ho sciolto i lacci