Cose, Scatole
Una cosa Un luogo Il corpo Musica Parole Pane caldo Una piazza Un bacio Latte Nesquik Marmellata Un fiore Kendrick Il divano Un luogo Il corpo Una cosa Musica E parole Sterpo Campagna Doro Luna Bibione I baci La pioggia Gemona L'elastico Le zucchine Il corpo Parole Musica Un luogo Una cosa Lingua Fragole Sesso Vino Sampha Grecale Motta Trieste Lignano Parole Musica Una cosa Un corpo Un luogo Poesia Tergicristallo Blake Cappello Tavan Prosecco Mare Buio Conchiglie Musica Luoghi Parole Cose Il corpo Tavolo Tette Tenda Tremore Radiohead National Luoghi Corpi Musiche Parole Le cose Pippi Haiku Sarmede L'ortensia Gli abbracci Le ombre I capelli Il bosco Le rose Le cose Una scatola I luoghi Un ricordo Il corpo Memoria Musica Silenzio Parole L'invisibilità.
Non è lunedì
E' lunedì E la piazza espone il buio silente Del bar chiuso. Dalla mia porta spalancata Una tenda spessa e verde filtra La musica e l'invito Per le ultime zanzare. Da domani con le unghie tagliate Da poco e poco conficcate Mi aggrapperò a una dieta Un sortilegio Un anfratto gonfio
Prima pioggia d’agosto
La prima pioggia [autentica L'estate finisce adesso Nella tenda che sbatacchia Le gocce più temerarie Sulle piastrelle [uccidendole Rinfresca. Ci pentiremo guaendo Nelle orecchie di un pullover E quelli come me Che non
Divani scomodi
Sono quasi le 5, ma sono lontani i tempi in cui l'alba, a quest'ora, era alle porte. C'è un disegno che si allunga dalla torta di mele di mia madre al latte freddo e insapore. C'è una canzone del Buon Inverno che
C’è un quadro che mi resta
C'è un disegno, un abbraccio, una tela bianca. C'è un caffè caldo, gli oli allineati. Ci sono i pennelli sempre mal puliti, ci sono in testa tre colori. Ci sono gli XX che suonano forte, i bambini che si fanno portare via
La perfezione della scultura
Ci sono le cose che arrivano improvvise, impreviste, senza che di loro si sappia molto. Tipo questa, che mi ha portato Giulia, più buttata lì, che porta, e che capitava in una sera vuota, da costruire, da impegnare in qualche modo,
Ma lei, la mattina
La vedo spesso la Mattina buttarsi via Celarsi Scomparire in strade Poco frequentate In caffè ingollati Semafori anticipati. Pulirsi gli occhiali Senza cura E senza cura Restano le sue mani inoperose Sopra un volante. La vedo muta, Parlare di tutto con sussiego, Lamentarsi Soprattutto Faccia a faccia con le scarpe dimenticate Dal pomeriggio. A lei non vanno bene: Zoppica Traballa Cade Ma lei La
Mi cade la testa
Mi cade la testa A ogni curva e ogni dosso Dicono sia influenza Ma io so che non è veroLa vedo rotolare dal freno all'acceleratore.Poggiata sul sedile Cade di nuovo E guidare diventa un atto di concentrazione.Mi cade la testa
Vetro vuoto
Mentre leggo a voce alta le poesie di Elisa Ho unghie e capelli e barba troppo lunghi e a volte Sbaglio gli accenti E le tensioni. Un vetro vuoto occhieggia languido dalla mensola Mia madre ha mangiato tutti i marshmallows Anche quelli seccati, vagamente bitorzoluti. Un altro
Interpol e lumaconi
Non ho cercato a lungo chi potesse accompagnarsi ai lumaconi, Striscianti miseri e scalognati, tra funghi e pomodori. La mostarda, senza dubbio, e formaggio e culatello e poi loro, Quelli col nome da poliziotti, con quel disco meno bello del primo, Come tutte