“Cose spiegate bene” de Il Post

“Cose spiegate bene” de Il Post

Allora. Sono secoli che non aggiorno il sito. E mi sono fatto fare il sito per aggiornarlo, eh, mica per farlo stare fermo come un Immobile qualunque… ma vi giuro che lunedì mattina volevo, e non è successo. Faccio un passo indietro. Lunedì ero in ferie, ferie obbligate di quelle belle che le scopri il giorno prima e non ti sei organizzato a fare un cats e allora non fai un cats. Ma mi ero preso bene. Facciamo un altro passo indietro. La settimana scorsa, dai cinesi benedetti, ho comprato delle stronzate. Tra le stronzate anche una lavagna magnetica. L’ho messa sopra la cappa della cucina, qui a un metro da me ora, e nelle mie intenzioni ci voglio scrivere le cose da fare. Tipo quelle che son da fare, ma che nessuno ti pressa, e tipo anche quelle che sarebbero da fare, ma si tergiversa. Tra le prime, appunto, avevo scritto di aggiornare il sito parlandovi di questo libro che è una rivista che parla di libri. Poi avevo scritto anche di pulire la cucina, armadio per armadio, in senso orario, con particolare attenzione per i posti a me cari: lo scaffale delle cose per i cocktail, quello per la colazione, il frigo, il settore libri per scrivere, e suvvia, anche quello per la colazione. Ho cominciato da queste cose, diciamo partendo da mezzogiorno e arrivando diciamo alle 7 della cucina. Insomma… era partito bene, il lunedì.

Poi sono passato al sito, questo sito che state leggendo, e non funzionava. Io quando una cosa del sito non funziona faccio quello che fate tutti: chiedo a Astrid. Cioè, nel senso, chiedete alla vostra Astrid che è vi vi ha fatto il sito o sa più cose di voi sul sito. Poi tante volte la mia è pigrizia, ma stavolta no. Proprio non funzionava. Epperquindi aspettavo che Astrid mi rispondesse. Ma ovviamente non poteva mica avere anche lei le ferie obbligate, e quindi niente. E’ successo che mi sono innervosito e che ho mandato tutto a puttane. Tutto il lunedì, intendo. C’erano scritte un sacco di cose semplici da fare, sulla lavagna. E sono ancora lì, non fatte. Tipo leggere il racconto che mi ha regalato David, tipo scaricare le cose da studiare per il concorso, tipo aggiornare l’altro sito, tipo smaltire un po’ di mail con le canzoni da ascoltare, o gli articoli da leggere… insomma… Era per dire, che anche se non ci credete, io è da un po’ che voglio aggiornare, ma succede sempre qualcosa.

Stanotte però no. Stanotte aggiorno.

E vi parlo di “Cose” (spiegate bene), che è una cosa che chi segue “Il post” conosce, ma magari non ha, e chi è abbonato al Post, probabilmente ha. Io ho anche la borsetta fighetta in juta da sfoggiare nei salotti radical chic milanesi ma che per adesso utilizzo per portare in giro i libri della biblioteca che continuo a dimenticarmi di restituire.  In ogni caso, è bellissima. La borsa e anche la rivista. Che faccio fatica, eh, a chiamarla rivista. Ma è una rivista. Semestrale. Che parla di libri. No, non sarà una rivista che parlerà di libri. Anzi, non parlerà più di libri, visto che ne ha parlato in questo numero. Quella che uscirà per Natale, immagino, parlerà di altre cose.

Ma facciamo ancora un passo indietro. Di un anno. Un anno fa, credo a marzo. Quando in pratica ero in casa integrazione ma continuavo a lavorare, ho deciso di spendere 80 euro che non avevo per abbonarmi. E ho fatto bene. Ora io temo di essere un abbonato atipico. Nel senso, che uno dice: “Beh, giusto, sei un prof, leggi un sacco le cose dell’internet, devi tenerti informato, quindi ti serve abbonarti a un giornale web per poter leggere le cose dell’internet”. Falso. Io si, leggo l’internet, ma poco. Il tempo, è poco. E proprio perché il tempo è poco ho deciso che volevo sostenere chi mi aiuta a trovare notizie che sono notizie, scritte in modo decente, il più possibile rappresentative e vicine alle realtà che raccontano. Non posso perdere tempo a cercare di filtrare il mondo e ho bisogno di qulacuno che lo faccia per me e di potermi fidare di lui. Se per caso anche voi appartenete a questo tipo di persona, fateci un pensiero e spendete gli ottanta euri, anche se potete comunque leggere tutto gratuitamente. Come dico sempre, è una questione di inferno calviniano. E l’inferno e quasi tutto il resto dell’informazione italiana. Bene. Fine delle chiacchiere sul Post.

Passiamo alla rivista-libro che parla di libri. Tanto per cominciare, è una rivista fatta di articoli. Ci sono gli articoli dei vari redattori del Post e ci sono gli articoli degli ospiti (scrittori, per lo più) e sono tutti divulgativi, nel senso che vi spiegano le cose in modo che le capiate, che non siano pesanti, e anche che non siano quelle ovvie. La domanda che dovreste farvi per sapere se lo volete è: quali cose? Direi che vi prendo dall’indice e vi indico queste:

  • cos’è la carta
  • con che font vengono scritti i libri e perché e un sacco di altre cose sui font
  • quanto si sta a fare un libro, e perché
  • un sacco di cose interessanti sulle copertine ma perché no, sull’evoluzione dell’oggetto libro
  • e i loghi delle case editrici? Da dove sbucano?
  • E non vogliamo parlare del mercato del libro?
  • e poi le cose dei ghost writer, oltre i bastioni di Orione
  • e qualche storia, perché le storie son belle, soprattutto se le racconti asciutte e semplici e gli lascio esprimere il bello che han dentro, come Sellerio, come Stile Libero…
  • Ma poi anche, ‘sta cose degli audiolibri, che per chi come me ha cominciato da poco a cedere all’onda fragorosa dei podcast… eh.
  • E poi i titoli, quelli tradotti, che certo che le sapete alcune storie, ma molte altre no.
  • E poi come si fa un libro, tecnicamente.

E basta, ma diciamo pure che potete raddoppiare, come argomenti, con in più gli articoli di gente come Concita de Gregorio, Michele Serra, Francesco Piccolo… tutti piuttosto godibili, e soprattutto sinceri. Alla fine son 230 e passa pagine. E se anche solo un po’ siete appassionati di libri, dovete avere questa rivista. Se siete appassionati di cultura vivace e attuale, dovreste averla. Se semplicemente siete curiosi o volete avere decine e dicine di fighetterie da spalmare sugli aperitivi per fare i radical chic trombabili, ebbene, compratelo prima ancora di finire questo articolo. Insomma… è una cosa fatta bene. Curata. La logica di fondo segue un principio lineare e che salverà il mondo: eliminare la sciatteria. Ed è stato fatto.

E poi ci sono le immagini, i colori. Illustrazioni di Giacomo Gambinari. Belle. E uniformanti, che danno uno stile e sono una piacevolissima ragnatela per gli articoli. I curatori sono Arianna Cavallo e Giacomo Papi. Ma a volte mi sembra di intuire zampe di altri, ma forse è una mia impressione e soprattuto, è davvero poco importante chi scrive.

Che poi, io molte cose le so. Se lavori per un po’ in casa editrice, anche se da lontano e marginalmente, delle cose le vieni a sapere. Robe di stampa, di isbn, di font, di distributori, di prezzi, di editing, di ghost, ecc. Eppure non c’è una pagina che ho saltato. Anche quando sapevo, non sapevo tutto. Anche quando sapevo abbastanza, non lo sapevo in modo così organico e ben gestito. 

Poi è una rivista, per quando a media lunga uscita, e sappiamo che è destinata a invecchiare, nella parte di dati statistici e descrizione del mondo intorno. Ma la maggior parte delle cose spiegate bene, invece, resisterà molto bene.

Poi? Come averla? Boh… Cercate sul sito e arrangiatevi, Costa 19 euro. Prezzo competitivissimo, vista la qualita e quantità. Mi mancano ancora tre quattro pagine, per finirla. Le ultime, quelle che parlano dei libri rubati. E facevo ragionamenti con Emanuela, prima, su come sia cambiato il pubblico di certi libri e quindi di come siano arrivati i ladri che un libro rubato non è un libro letto ma rubato e basta. Cioè… se rubi Calvino è per leggerlo (o idolatrarlo, che ne so, comunque usarlo) ma se leggi o idolatri Calvino forse sei uno che non ruba, mentre se rubi la biografia di stocatsdinfluencer probabilmente no, non lo sei e non lo fai per leggerlo, ma per averlo, o che ne so, regalarlo a qualcuno. Ma eran riflessioni oziose davanti alla birra e alle patatine alla porchetta. Ora è tempo di cocktail.

Dal mio bell’armadio pulito e ordinato con il mio autismopower delle cose allineate per colore e grandezza, comprese le cannucce, posso prepararmi un moscow mule sbagliato. Ci metto il limone anziche il lime e ci aggiungo la mente assieme alle fettine di zenzero. E vado a sedermi fuori,  ché ha piovuto e rinfrescato. Magari trovo il darumaka shiny che tanto voglio, e ascolto questo EP dei counting crows che continua a piacermi tanto anche se mi ci perdo dentro e lo perdo mentre.

E vi lascio anche un paio di illustrazioni sparse per il post per valutare da voi stessi la cosa dei colori e della ragnatela.

E basta dai. Mi fa piacere essere tornato, aver letto qualcosa.

Poi avrei un sacco d’altro da dirvi, ma la piazza vuota e stellata m’attende.

Comments

  • Astrid
    11 Luglio 2021

    Per averla basta andare in libreria. L’ho vista in vetrina alla Feltrinelli e alla Moderna.

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