Quasi poesie

Ho fatto molte cose Molte ne fai anche tu. Ho fatto fuggire le zanzare Fremere la cicala Dal temporale delusa, Ho fatto la sangria Il ladro La spia Rubando Ridendo Dall'aiuola calpestata In centro al borgo, Una rosa. Frusciante Mi regala le note piccole Una per ogni stella che ho Fatto in tempo a contare. Il tetto

  Siedo.   Un verbo di immobilità   Che pur è azione. L'ombra di una birra Rinchiude la giornata Con le sbarre Del porfido e da lontano Un fruscio di pneumatici interrompe le rane. Sullo sfondo le luci flettono,  Nascondono un trepestio di gatto.  Beringer mi canta sulla schiena,  Giove non si fa vedere

C'è il muso soffice Del buio che spinge La tenda E la piazza intera Verso la porta. E gli odori E i colori sono quelli Di quando non piove più.   Nelle volute del pasto caldo Si orientano traiettorie di silenzio.  Sono arrivate le lucciole Con le loro trombe Le carrozze di

    Cerco il nome delle cose Del gesto che porta Il bordo umido Del bicchiere alle labbra; Dell'abito liso Donato; Del fiore non colto Calpestato dalla volpe; Del biscotto masticato a tarda ora Sul tavolo ingombro di carta E crepitare di colpe. Cerco i nomi delle briciole Uno a uno, delicatissimi Forse solo suono. Chi