Quasi poesie

Non piove più. Un marciapiede intona Le crepe allo sgocciolio                                                [della grondaia Un rio leggero Volatile Svapora senza chiarirsi          

Non sappiamo Di quel braccio teso. Non dei viottoli Tra dito e dito Vibranti di vita, non Delle vie sbreccate Tumide Che percorrono il gomito Sepolto a grappoli Sotto l'orizzonte della vista. Non sappiamo Di lamenti Alti più del nostro orecchio, non Di canti d'elitre In abbandonati pertugi, non Del trepestio del roditore Sfuggito ai fortunali. Attoniti

  La strada infiamma, adorna Divampa d'asfalto e cela La primavera nelle ombre del luppolo Selvatico Scampato alle frittate, seccato Sulle acacie mentre Guido l'occhio nelle canzoni, canto, Guido piano e perdo L'equilibrio in una fotografia E quando la sera allunga E chiama alla corsa Corriamo E di vampa S'adorna il fiato Gettato alle spalle

Era meglio quando eravamo felici Delle brioche, delle poesie a voce alta Delle zucchine E dei lamponi, sparuti, sull'aperto palmo Del vino buono nel bicchiere sbagliato Delle sbadate Occhiate alle vetrine. Quando eravamo liberi, non dipendevamo, Quando facevamo l'amore e divampavamo. E dormire Era bello sulla coperta Di mattoni, di fianco,