CoceCurte Day, vipere e dintorni

CoceCurte Day, vipere e dintorni

Allora, come al solito va a finire che è inutile fare lo scrittore, l’artista, l’inoccupato e il coglione, non necessariamente in quest’ordine, e poi non dirlo in giro, o per lo meno, non aggiornare nemmeno il sito con gli eventi e le cazzate che faccio. E dunque, mentre ascolto un disco che aspettavo da 6 (sei cazzo!) anni… ah, volete sapere quale? Sampha. Bellissimo. Non ha delle canzoni che stregano come Loading di James Blake, però è valsa la pena aspettare. Un disco tutto bello… provate anche voi. Ah, cazzo, mi sono perso. Dicevo…

La news è questa: con quei sovversivi di Contecurte, che a quanto pare hanno sicuramente dei peccati da espiare delle loro vite precedenti, visto che mi seguono, ho deciso di organizzare uno spettacolo, così accazzo, e siccome ci piacciono i racconti scuri, tenebrosi, de paura, eccetera, cosa c’era di meglio di organizzarlo pre vigilia della notte di Ognissanti. 

E inoltre, siccome un Contecurte Day – ovvero una gara di racconti brevi in stile slam poetry – dove in gara ci va il racconto e non l’autore, quest’anno mancava. E quindi… Eccolo qua, il COCECURTE DAY. Lo schema è semplice, Domenica sera, non questa eh, il 29/10, a Galleriano, allo Spaccio Raffl (si, uno spaccio di verdure, e allora? Ci sono le zucche e potete comprarle a fine serata!) alle ore 18, che è buio e se è come oggi manco fa freddo, in una location che con tutte le stronzate e cineserie che abbiamo comprato sarà strafiga, metteremo in scena questa gara tra racconti.

Voi del pubblico, se venite, voterete, perché qua l’unico che conosce chi è l’autore del racconto sono io, e non si sa chi è l’autore, e ci saranno le eliminatorie, e poi una finale che decreterà il Re dei racconti del 2023.  E poi ci saranno altre sorprese in mezzo e soprattutto, mettetelo in conto, ci sarà da mangiare e bere a fine serata che insomma… è sempre la cosa meglio.

Che poi… con tutti i problemi di creatività che ho in queste settimane… cioè, tipo oggi, poco fa, per dire. Volevo scrivere questo post che ne so, alle 14, così vi arrivava nella newsletter del venerdì, che poi siete in 4 gatti, e insomma, dico, mi dico, vado a fare 4 passi, verso la cava, a vedere di un graffito che han fatto, che lo volevo fotografare, e vado, e arrivo, e trovo dell’immondizia, un cumulo di pezzi di plasticgomma col ferro dentro… non so, e dico, cats, che figo, ci sarebbe da fare una cosa, cosa, non so, un mostro, un qualcosa, vabbè, ora devo andare che ho da fare e blablabla, e comincio a prendere due di questi pezzi di plastica, e vedo che incrociano, e ne metto due, tre, e niente fanculo tutto, io la faccio adesso, e così mi sono messo a fare questa istallazione, che si chiama “lipare di refudums” (vipera di rifiuti) e che trovo davvero strafiga, e niente, poi ero tardi e niente post e blabla… ma la giornata è salva, ho creato, il mondo è più bello e anche se non lo è io son più contento e voi fottetevi tutti.

Ma mi sono perso di nuovo… dov’ero rimasto? Ah, si, lo spettacolo del 29, le zucche. Devo fare anche le zucche, di carta, di cartone, vere… zucche everydove! Ah, una ultima cosa, sempre per la serie delle cose che già che ci sono vi racconto. Il giovedì notte è uno dei miei giorni preferiti della settimana, assieme al lunedì, per motivi diversi. Il giovedì a mezzanotte escono i dischi nuovi e quindi ascolto tutto, se posso, e blablabla. Ordunque, oggi è uscito un singolo fighissimo, che dovete ascoltare. Ma prima vi racconto la cosa… anche no, vabbè, dai la faccio breve… Avevo avuto una discussione non ricordo se due anni fa o l’anno scorso, forse l’anno scorso, su un pezzo musicale di Massimo Silverio, che canta in friulano ma non si capisce che lo è, e fa tutta una ricerca che è chiaramente volta a superare sta minchiata dei localismi e della lingua eccetera. Ecco… ieri è uscito Criùre, il singolo nuovo, ed è un pezzone. Davvero… mi ha fatto la stessa impressione di quando ho ascoltato il singolo nuovo, quest’estate o giù di lì, di Daniela Pes, un altro pezzone in sardo. Insomma… ascoltatelo che vi fa bene.

E basta va, ancje masse par vuê.

 

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