Meno una lama

Luna cenere
Strida di pioppo
Sulla carne arata
Sullo squarcio dei fossi
Sulle ombre dei grandi pali
Della corrente
A braccia larghe
A domanre
L’ultimo mais
Sull’asfalto annerito
Da una pioggia pavida.
Ma luna cenere
Veneri
Anche l’ombra figlia
Tua.
Non ti specchi mai
Vanitosa
Nel vetro infranto
Ma per viltà
O sciatteria
Fra lo stipite
E le crepe del silicone
Incastri una squama
Una piuma
La lama che ti priva
Della piena
Rotondità.
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